Parete esterna di una costruzione in acciaio

Pareti esterne evolute: l’involucro per edifici in acciaio

Scegliere l’involucro edilizio per un nuovo progetto non è più una semplice questione di materiali, ma una decisione strategica che impatta direttamente sui costi di gestione e sul valore futuro dell’immobile.

Con estati sempre più torride e normative energetiche stringenti, le murature tradizionali non sono più sufficienti a garantire efficienza e benessere. La risposta a questo scenario risiede in soluzioni ingegnerizzate ad altissime prestazioni, capaci di proteggere l’edificio in ogni stagione.

Comprendere i principi che guidano queste tecnologie è fondamentale per fare una scelta costruttiva consapevole, orientata al massimo ritorno sull’investimento e al comfort di chi abiterà quegli spazi.

In questo articolo spieghiamo alcuni di questi principi e caratteristiche. Vediamoli.

Indice

Anatomia del sistema multistrato: come funzionano le pareti esterne

Le pareti esterne evolute non sono un blocco unico, ma un sistema tecnologico composto da strati multifunzione che lavorano in sinergia.

Solitamente le pareti comprendono:

  1. un isolamento esterno, ad esempio la lana minerale;
  2. lastre di rivestimento resistenti alle intemperie;
  3. una struttura intelaiata in acciaio;
  4. un isolamento nell’intercapedine;
  5. le lastre per la chiusura interna dell’involucro.

Questo approccio a strati elimina i ponti termici e offre una protezione notevolmente superiore in termini di comfort termico e acustico.

La scelta della composizione di una parete esterna, nel gergo stratigrafia, dipende da fattori tecnici, normativi ed economici. Tra i fattori più comuni abbiamo:

  1. zona climatica dov’è ubicato l’immobile;
  2. destinazione d’uso dell’edificio;
  3. prestazioni energetiche richieste;
  4. comfort termico desiderato;
  5. requisiti acustici;
  6. livello di resistenza al fuoco;
  7. caratteristiche del sistema costruttivo in acciaio scelto;
  8. budget.

Dal punto di vista termico, i due aspetti principali da considerare sono la protezione dal freddo e la protezione dal caldo.

Vediamoli una alla volta.

La protezione dal freddo

Per quanto riguarda il freddo, l’obiettivo è limitare la dispersione di calore dall’interno verso l’esterno. In questo caso si valuta soprattutto la trasmittanza termica della parete: cioè, la quantità di calore in grado di attraversare l’involucro dall’interno verso l’esterno. Più la trasmittanza è bassa, migliore sarà la capacità isolante della parete.

Come accennato sopra, saranno fattori determinanti per la scelta della tipologia di isolante della parete la zona climatica dove verrà edificata oltre ai vincoli normativi previsti in quella determinata area.

Non solo, perché anche la prestazione energetica complessiva dovrà essere valutata, tenendo conto di serramenti, impianti e ponti termici (previsti tra l’altro nel protocollo CasaClima, NZEB e LEED).

Ora capiamo come le pareti sono costruite per le condizioni più calde.

Gli edifici al riparo dal caldo

Al contrario dei periodi freddi, dove bisogna preservare il caldo all’interno quanto sia possibile, nelle stagioni più calde il meccanismo è diverso.

Considerati l’irraggiamento solare e le temperature esterne (tra l’altro, in continua crescita negli ultimi anni), l’obiettivo sarà avere una parete capace di rallentare tanto quanto sia possibile l’assorbimento del calore presente all’esterno.

Nel linguaggio tecnico, si vuole che sia l’inerzia termica, sfasando sensibilmente il passaggio del calore dall’esterno verso l’interno.

In questo modo, le stratigrafie pensate per il comfort estivo prediligono materiali o soluzioni capaci di garantire maggiore densità, elevato calore specifico e conduttività termica moderata o bassa. Ad esempio, la lana di roccia ad alta densità (usata anche nei cappotti termici), la fibra di legno o il sughero espanso.

In questa tabella vediamo la comparazione tra la trasmittanza di alcuni materiali:

MaterialeDensità (kg/m³)Conduttività λ in W/mKImpatto sulla trasmittanza (U)Comportamento estivo e sfasamento
Fibra di legno ad alta densità140-210~0,040-0,045Ottimo, isola quasi quanto il polistirolo, quindi abbassa la U invernaleEccellente. Avendo alta densità e calore specifico, genera uno sfasamento enorme a parità di trasmittanza.
Polistirolo (EPS)15-20~0,035-0,040Eccellente. Abbassa la U con pochissimo spessore.Scarso da solo. Non ha massa. Se non è accoppiato a un muro interno pesante, l’onda di calore passa rapidamente.
Laterizio porizzato800-900~0,10-0,20Discreto. Richiede spessori generosi per raggiungere una bassa $U$ senza cappotto.Ottimo. La sua grande massa interna offre un’eccellente capacità di accumulo (volano termico).
Calcestruzzo2.400~1,60 (alta)Pessimo. Da solo non isola affatto.Inerte ma va gestito. Se non è isolato dall’esterno, si scalda come un forno e rilascia calore dentro per giorni. Se isolato bene fuori, diventa un ottimo alleato interno.

La soluzione multistrato più frequente

Le tipologie di pareti più frequenti sono stratigrafie testate che consentono prestazioni prevedibili, tempi di realizzazione controllati e maggiore affidabilità tecnica.

La configurazione finale, però, può variare in base agli elementi che abbiamo visto sopra. Non esiste quindi una stratigrafia unica valida per tutti i casi: la parete viene progettata come un sistema, in cui ogni strato ha una funzione precisa.

Nel caso di Grandi Build, la stratigrafia più utilizzata contiene sei strati, come nell’immagine sotto. Gli strati sono, dall’interno verso l’esterno:

  1. lastra dura;
  2. controparete in cartongesso con pannello in lana di roccia per il passaggio degli impianti;
  3. lastra in cartongesso con freno a vapore;
  4. struttura in acciaio CFS con pannello in lana di roccia e omega;
  5. cappotto in polistirene espanso sinterizzato;
  6. rasatura e vernice.

Stratificazione di una parete perimetrale con didascalia

L’efficienza in cantiere ed il trionfo della prefabbricazione

I profili in acciaio delle pareti prefabbricate per esterni possono essere tagliati su misura direttamente in fabbrica, in ambiente controllato e preciso. Questo elimina del tutto gli sprechi ed inefficienze in cantiere.

Quando il cronoprogramma lo prevede, i profili saranno scaricati nel cantiere e potranno essere immediatamente posati, tamponando velocemente il perimetro esterno dell’edificio.

Inoltre, l’impiego di lastre di rivestimento altamente performanti permette alle pareti esterne prefabbricate di essere lasciate esposte agli agenti atmosferici. Questo rende possibile sigillare l’edificio fino al 50% più velocemente rispetto ai pannelli tradizionali, avviando i lavori interni in tempi molto più brevi.

Comfort termico, acustico, salute, sicurezza e durabilità per l’edilizia di oggi

Scegliere un sistema di involucro multistrato ingegnerizzato offre sicurezza di prestazioni collaudate e e garantite nel tempo.

Significa anche poter abitare in un ambiente più sano a lungo termine, con significativo risparmio energetico sia nei periodi caldi che in quelli freddi.  

Questa è un rilevante vantaggio che le costruzioni a secco hanno nei confronti dell’edilizia tradizionale, dove il laterizio non riesce a svolgere le funzioni che abbiamo visto sopra.

Per avere ulteriori dettagli contatta il nostro team tecnico, che saprà darti indicazioni utili al tuo caso.

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